Sulle tracce del Tibet: il Diamante del Sé

Sulle tracce del Tibet: il Diamante del Sé
Giuseppe Tucci, la presenza e la conoscenza nelle Scienze Tantriche.
Giuseppe Tucci e il Tibet: l’incontro con la conoscenza
Durante una visita al Museum Rietberg di Zurigo, l’attenzione si è soffermata su libro Secrets of Tibet, il volume pubblicato nel 1935 da Giuseppe Tucci ed Eugenio Ghersi, dedicato alla spedizione scientifica del 1933 nel Tibet occidentale.
Giuseppe Tucci e il Tibet rappresentano un esempio di ricerca attraverso la presenza: raggiungere i luoghi, osservare direttamente le testimonianze di una cultura e documentarle attraverso fotografie, appunti e descrizioni. La spedizione condusse i ricercatori a Tholing e Tsaparang, antichi centri di interesse storico, artistico e religioso.

Giuseppe Tucci e il Tibet offrono così lo spunto per una riflessione che supera la ricostruzione storica: quale differenza esiste tra conoscere un luogo attraverso un’immagine e conoscerlo attraverso l’esperienza diretta?
La fotografia di un monastero conserva una testimonianza preziosa, ma non restituisce integralmente la presenza di chi lo ha attraversato. La documentazione trasmette informazioni; l’esperienza comprende anche la percezione del luogo, le condizioni dell’osservazione e il rapporto diretto con ciò che viene incontrato.
Giuseppe Tucci e il Tibet dall’esperienza alla trasmissione del sapere
La ricerca di Tucci e Ghersi mostra come la presenza possa diventare conoscenza condivisa. Ciò che viene osservato sul campo è raccolto, documentato e successivamente trasmesso attraverso pubblicazioni accessibili anche a chi non ha mai visitato quei luoghi.
Questo processo continua oggi, ma su una scala molto più ampia. Immagini, testi e registrazioni permettono di accedere a esperienze lontane senza parteciparvi direttamente. La disponibilità delle informazioni è aumentata; non necessariamente, però, è aumentata nella stessa misura la comprensione di ciò che esse rappresentano.
Una persona può conoscere molti dettagli di un luogo senza averlo mai incontrato. Può leggere la descrizione di una pratica senza averla sperimentata. Può acquisire un linguaggio senza averne compreso pienamente il significato.
Non si tratta di contrapporre il passato al presente, né di considerare l’esperienza diretta infallibile. Anche l’osservazione richiede interpretazione e verifica. La distinzione riguarda piuttosto due dimensioni differenti: sapere qualcosa attraverso una rappresentazione e conoscere attraverso la propria esperienza.

La presenza nelle Scienze Tantriche
Nelle Scienze Tantriche, la relazione tra conoscenza concettuale, pratica e osservazione dell’esperienza assume particolare rilievo. Lo studio dei testi e dei simboli costituisce una risorsa, ma non coincide automaticamente con la comprensione che può maturare attraverso la pratica e l’attenzione consapevole.
Questa distinzione richiede rigore. Le tradizioni buddhiste tantriche tibetane e lo Śaivismo kashmiro possiedono contesti dottrinali differenti e devono essere studiati senza sovrapposizioni improprie.
Il simbolismo del vajra, chiamato dorje in tibetano, appartiene al buddhismo tantrico. Associato al diamante e al fulmine, richiama una qualità adamantina della conoscenza risvegliata.
Il Diamante del Sé
Il Diamante del Sé esprime qui una riflessione filosofica sulla presenza: la possibilità di distinguere ciò che viene semplicemente ricevuto da ciò che viene osservato, compreso e assimilato attraverso l’esperienza.
Non è sufficiente accumulare informazioni sul Sé. La ricerca richiede di interrogare direttamente il modo in cui si percepisce, si interpreta e si conosce. Il diamante diventa così una metafora del discernimento, mentre il vajra offre un riferimento simbolico appartenente a una tradizione specifica.
L’incontro con Secrets of Tibet conduce a una domanda essenziale: quanto della conoscenza che possediamo deriva dall’esperienza vissuta e quanto dalla rappresentazione che ne abbiamo ricevuto?
La presenza non sostituisce lo studio, così come lo studio non sostituisce automaticamente l’esperienza. Il loro rapporto costituisce una questione centrale per una ricerca che intenda unire rigore, consapevolezza e comprensione.
Il Diamante del Sé nasce in questo spazio: tra ciò che viene trasmesso e ciò che diventa esperienza consapevole.
Approfondimento storico
Archivio fotografico delle spedizioni di Giuseppe Tucci — IsMEO–IsIAO